Lo zafferano: l’oro nei nostri piatti

Lo zafferano è considerato dai più la spezia più preziosa che possiamo portare all’interno dei nostri piatti. Non è solo una questione di prezzo a rendere lo zafferano così pregiato, ma anche il suo particolare sapore pungente e l’inconfondibile colore.

Lo zafferano si ricava da una varietà di croco, Crocus sativus, appartenente alla famiglia delle Iridacee, del quale si usano i tre stimmi. Testimonianze storiche ci parlano di un utilizzo che affonda le sue radici nell’antichità: già a partire dal 3000 A.C. le civiltà greche, romane ed egizie commerciavano zafferano con i Fenici. La leggenda narra anche delle ferite riportate in guerra da Alessandro di Macedonia curate aggiungendo lo zafferano all’acqua utilizzata per i suoi bagni.

Perché lo zafferano è tanto costoso?

Una delle domande più frequenti quando si parla di zafferano riguarda le motivazioni del suo costo elevato sul mercato.
Per poter rispondere è fondamentale sapere qualcosa in più sui fiori da cui si ricava la spezia.

Il croco fiorisce nel corso della stagione autunnale dando vita a fiori violacei, i quali a loro volta si diramano in uno stilo a tre punte. Ognuna di queste punte termina con uno stimma della lunghezza di circa 20-30 cm che, una volta raccolto ed essiccato, dà vita allo zafferano.
La raccolta degli stimmi è un’operazione particolarmente delicata per la quale è necessaria manualità e precisione perché non si spezzino e vadano perduti.

Perché venga prodotto un chilogrammo di zafferanno sono necessari all’incirca 100.000 fiori di croco. Facendo un rapido calcolo e stimando una fioritura media di quattro fiori a bulbo, se ne deduce che per un chilogrammo finale di spezia si necessita di 25.000 bulbi, 100 mq di terra e non meno di 420 ore di manodopera.
I conti sono presto fatti: un singolo fiore rende circa 10 milligrammi di zafferano fresco e di conseguenza non più di 7 milligrammi di zafferano essiccato.

Non è quindi difficile comprendere i motivi dei costi così elevati ed il perché la stessa coltivazione sia da sempre peculiarità di piccole imprese a conduzione familiare, molto spesso in zone marginali.
La coltivazione dello zafferano può considerarsi una risorsa importante per l’economia dei territori, potendo ipotizzare investimenti nella sua coltivazione e sperimentazione di nuovi modelli di accoglienza e promozione dei territori stessi.

Come utilizzare lo zafferano in cucina

L’inconfondibile colore dello zafferano si deve alla presenza di crocetina e crocina, due carotidi che lo rendono solubile in acqua e quindi molto versatile per il suo utilizzo in cucina.
La picocrocina e il safranale sono invece i responsabili dell’odore e del gusto di questa spezia.

Va detto che lo zafferano si distingue per eccellenti proprietà nutrizionali: è infatti ricco di sali minerali nonché di vitamina C e folati.

Le qualità e le caratteristiche dello zafferano dipendono fortemente dal terreno di provenienza e dalle modalità di raccolta ed essiccazione. È sempre preferibile acquistare gli stimmi anziché bustine di prodotto già in polvere, per evitare di portare sulle proprie tavole dello zafferano tagliato con sostanze dal valore discutibile.
Gli stimmi vanno fatti rinvenire in acqua calda o, in base alla ricetta, in brodo o latte caldo, per permettere la liberazione di pigmenti e sostanza aromatiche.

È importante che la conservazione del prodotto, prima del suo utilizzo, avvenga al riparo da luce diretta e da fonti di calore ed umidità. L’ideale è utilizzare recipienti ermetici in cui lo zafferano può essere conservato fino a due anni.

Lo zafferano è sicuramente un elemento principe della cucina orientale sia che si tratti di primi piatti, sia che si tratti di portate a base di carne o pesce. Non è raro che venga utilizzato nella preparazione di bevande ed addirittura gelati.
La tradizione europea non è da meno, basti pensare alla paella spagnola o al risotto alla milanese che tutti conosciamo.

Lo zafferano nel nostro shop

Nel nostro shop è possibile acquistare bustine di zafferano in stimmi del Marocco, più precisamente della provincia di Tarroudant.
In questa zona a sud ovest del paese, lo zafferano viene raccolto a mano ed essiccato e confezionato rigorosamente sul posto.
Presidio slow food, lo zafferano di Tarroudant è un ingrediente di qualità proveniente da agricoltura biologica, ricavato dalle parti più pregiate e profumate dei fiori.
La confezione in vendita presso il nostro shop è più che sufficiente per la preparazione di ben 25 risotti, previa reidratazione in acqua o latte caldo.
Il prodotto è totalmente vegano, senza glutine ed esente da rischi allergeni.

La moka perfetta: regole e trucchi

Vanto del made in Italy e compagnia quotidiana sin dalla tenera età, la moka è presenza fissa nelle nostre abitazioni. Alla moka sono legate percezioni sensoriali, riti di familiarità ed amicizia, gesti quotidiani ma siamo sicuri di saperla usare al meglio?
Siamo tutti d’accordo sull’importanza dell’utilizzo di un’ottima materia prima ma ovviamente non è sufficiente per un risultato ottimale e, inoltre, ci sono fin troppi luoghi comuni da sfatare.
Ecco perché abbiamo pensato di condividere le regole ed i trucchi per ottenere il meglio dalla vostra moka.

L’importanza dell’acqua: quantità e temperatura

L’errore commesso più comune è quello di versare l’acqua nel serbatoio inferiore facendo superare il livello massimo della valvola. L’acqua e l’aria devono mantenere una corretta proporzione perché il caffè venga estratto in maniera ottimale.
Va sottolineato che l’acqua da utilizzare deve essere fresca ed oligominerale perché il gusto del caffè non risulti alterato.
Non tutti sanno che l’acqua immessa nel serbatoio non arriva mai ad ebollizione poiché la fiamma sottostante non riscalda solo l’acqua ma anche e soprattutto l’aria che riempie lo spazio lasciato vuoto più in alto.
Una semplicissima legge del gas fa sì che questa stessa aria aumenti la propria pressione e, nel momento della sua espansione, spinga l’acqua verso il filtro bagnando il caffè.
Non è nient’altro che questo fenomeno fisico ad estrarre il caffè che finirà nelle nostre tazzine.

La caffettiera deve essere pulita

Sembrerà scontato dirlo ma è opportuno ricordarlo: lo stato della caffettiera influenza in modo decisivo il gusto del caffè.
È fondamentale che la caldaia sia pulita e non presenti residui di caffè precedenti, muffe o calcare.
Nel caso lo stato di pulizia della moka non sia delle migliori, il consiglio è quello di riempirla di aceto e lasciarla a riposare per una notte intera. La mattina successiva la si dovrà lavare con cura, asciugare con un panno pulito ed utilizzarla per la preparazione di un caffè di sola acqua, senza quindi inserire il caffè macinato.
Asciugare la caffettiera è un passaggio molto importante che evita la formazione di muffe e di incrostazioni, quest’ultime causate soprattutto dal tipo errato di acqua utilizzato. L’asciugatura va effettuata con un panno non eccessivamente ruvido, per evitare graffi, e deve dare la giusta attenzione a tutti i componenti: caldaia, caraffa, filtro.
Nel corso della pulizia non va mai utilizzato il sapone né tantomeno utilizzata la lavastoviglie.

La giusta quantità di caffè nel filtro

Un altro elemento da non sottovalutare quando si vuole ottenere un buon caffè con la moka è la quantità di caffè da inserire nel filtro.
Il filtro va riempito tutto, fino al bordo, evitando di creare le cosiddette montagnette ed evitando pressioni con il cucchiaino che fanno perdere morbidezza.
Se necessario, il caffè può essere assestato nel filtro sbattendo delicatamente il fondo su di una superficie.
Molte persone utilizzano la lama di un coltello per livellare la superficie del caffè nel filtro e renderla omogenea.
Questi accorgimenti aiutano senza dubbio nel raggiungere il giusto equilibrio perché venga rispettato il tempo di contatto tra acqua e caffè.

La scelta della tazzina

Una volta seguiti tutti i suggerimenti sarebbe un peccato rovinare il risultato scegliendo una tazzina errata.
Le tazzine possono essere composte da materiali diversi che, inequivocabilmente, possono influenzare il gusto e la temperatura del caffè che vi appresterete a gustare.
Ovviamente la scelta della tazzina è dettata dal vostro gusto personale e dalla temperatura a cui preferite bere il vostro caffè.
Va quindi detto che una tazzina in porcellana, essendo mediamente più spessa, tende a mantenere più a lungo il caffè caldo a differenza del vetro che, per quanto esteticamente più di design, disperde il calore con più velocità.
Quale che sia la vostra scelta va però detto che le tazzine non andrebbero mai lavate con detersivi dall’odore eccessivamente aggressivo in quanto influenzerebbero negativamente sul gusto del caffè.

Prendetevi il tempo necessario

Ci capita quotidianamente di bere caffè in piedi, di fretta, prima di scappare in ufficio.
Il rito del caffè, perché possa regalarci tutto quello che ha da dare, necessita del suo giusto tempo di esecuzione e degustazione.
L’ideale sarebbe ritagliarsi venti minuti per rispettare tutti i passaggi e gustarsi un caffè come si deve.
Ricapitolando, tutti i passaggi, sin dal primo, sono importanti per ottenere il risultato ottimale.
Inserire l’acqua oligominerale nel serbatoio, fino alla valvola e non oltre, aggiungere il filtro ed avvitare con decisione la parte superiore della moka. Accendere la fiamma in modo tale che la temperatura salga gradualmente, assistere alla lenta estrazione del caffè che risale dal camino, spegnere la fiamma all’inizio dell’inconfondibile borbottio, girare il caffè con un cucchiaino e versarlo in una tazza ben calda del materiale che preferite.

Buon caffè!

Corporate Social Responsability: una sfida che coinvolge tutti noi

Negli ultimi anni, in Italia e non solo, si sta diffondendo sempre più la cultura di definizione di politiche di Responsabilità Sociale. Tramite queste politiche le aziende vogliono comunicare agli stakeholders la volontà di raggiungere obiettivi non solo di profitto e produzione ma anche di sviluppo sostenibile e benessere sociale.

In quest’ottica di Corporate Social Responsability, le aziende stanno quindi dedicando sempre maggiori investimenti nel Welfare aziendale perché, tramite benefit e prestazioni varie, si perseguano obiettivi diversi da quelli meramente monetari valorizzando la vita privata e lavorativa dei dipendenti.

Le normative in tal senso non mancano e sono sempre più ricche di indicazioni per il perseguimento di tali fini.
Che si parli di Istituzioni private o pubbliche, il tema della Responsabilità Sociale sta portando ad affrontare nuove sfide nella ricerca di equilibrio tra il perseguimento di attività economiche ed il rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali.
A tal proposito è di fondamentale importanza la Direttiva europea del 27 marzo 2019 atta a limitare notevolmente l’utilizzo di plastica usa e getta a partire dal 2021, ponendo inoltre obiettivi di riciclo e rafforzamento della responsabilità dei produttori nelle fasi di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Una maggiore sostenibilità è possibile iniziando dalla pausa caffè

È fuori da ogni dubbio che il servizio di ristorazione costituisca un’esigenza trasversale a tutte le aziende, rappresentando un aspetto imprescindibile per il raggiungimento di obiettivi di Responsabilità Sociale.
Questa nuova e sempre maggiore consapevolezza può riflettersi nell’offerta, ad imprese e pubbliche amministrazioni, di prodotti equi e sostenibili perché anche la pausa caffè possa rientrare nel raggiungimento di questi obiettivi.

Il momento della pausa caffè in ufficio è sicuramente uno dei più apprezzati nel corso della giornata lavorativa ma, ad uno sguardo più attento, è palese l’impatto che questa piacevole abitudine può avere in termini ambientali.

È allora evidente che le responsabilità individuali non si possono scindere dall’adozione di politiche aziendali sostenibili.
Si stima infatti che ogni giorno finiscano nella spazzatura più di 33 milioni di bicchieri in plastica usa e getta durante le pause caffè. Moltiplicando questo numero per le giornate lavorative nel corso di un anno si ottiene un numero spaventoso di prodotti in plastica non riciclabile gettati nei cestini.

Cosa si può fare, allora, perché il caffè venga reso meno amaro anche da un punto di vista sociale?

Promuovere una pausa caffè di valore

Sono tante le piccole scelte che possono diventare grandi se ci si concentra sulla promozione di un momento di condivisione e relax all’insegna del valore.

In tal senso, la scelta di installare distributori automatici e macchine per caffè in comodato d’uso a cialde compostabili può essere già un ottimo punto di partenza.

L’utilizzo di tali macchine consente di bere il proprio caffè utilizzando accessori personali o biodegradabili al 100%, abolendo in questo modo i bicchieri e le palettine in plastica usa e getta che troppo spesso riempiono i cestini delle aziende.
L’uso di cialde compostabili ed ecocompatibili, inoltre, permette di evitare il consumo di capsule in plastica o in alluminio altamente inquinanti e difficilmente smaltibili.

Nella scelta di distributori e macchine per caffè in comodato d’uso si inserisce anche la possibilità di commercializzare snack e bevande, siano esse calde o fredde, di tipo biologico, equo solidale ed a filiera corta.
Così facendo la pausa caffè non diventa solo sostenibile nei confronti della natura e dell’ambiente, ma anche nei confronti della salute e del benessere dei dipendenti delle aziende che possono dunque accedere a snack e bevande equilibrate, biologiche ed a chilometro zero.

Promuovere una cultura aziendale di responsabilità sociale e di attenzione al valore che può celarsi dietro la pausa caffè significa dare un importante contributo alla riduzione dei rifiuti indifferenziati ma non solo. Notevoli apporti sono riscontrabili nella riduzione dell’inquinamento, sia del suolo che dell’aria, e delle emissioni di gas serra.

L’adozione di misure perché la pausa caffè diventi effettivamente di valore sottintende la volontà delle aziende di perseguire azioni di Corporate Social Responsability. Quest’ultime si riflettono nei bilanci sociali delle imprese con risultati che possono essere mantenuti nel tempo ben rispettando i criteri di economicità.

La scelta di materiali biodegradabili e compostabili nel corso delle pause caffè permette infatti di smaltire rifiuti di tipo umido da avviare al compostaggio, contribuendo alla rigenerazione dei suoli.
Ne risulta che anche la semplice azione di bere un caffè può rientrare nel cerchio della natura in cui tutto si trasforma in risorsa e nulla diventa rifiuto.

Guaranà: dall’Amazzonia per il nostro benessere

Il guaranà, nome comune della Paullinia cupana, è una pianta sempreverde e rampicante della famiglia delle Sapindaceae tipica delle aree amazzoniche.
Cresce spontaneamente lungo i corsi d’acqua raggiungendo e spesso superando i 10 metri di altezza.

Numerose tribù Indios consideravano sacra questa pianta, avendone scoperto il potere tonico-stimolante, tanto da reputarla una sorta di elisir di lunga vita.
Non a caso era largamente utilizzata nella cura dei problemi intestinali, dei dolori mestruali e di tutte le malattie che indebolivano il fisico.
L’aspetto molto originale dei semi della pianta, inoltre, portò le popolazioni indigene a credere che il guaranà fosse frutto degli occhi degli dei e ad utilizzarlo per acuire i sensi.

Gli effetti del guaranà su stanchezza, apprendimento e concentrazione

Il guaranà è ricco di sostanze stimolanti quali caffeina, teofillina e teobromina tanto da essere popolarmente riconosciuto come elemento base di molte bevande energizzanti.

I semi di guaranà contengono addirittura una quantità di caffeina di sei volte superiore a quella che si trova nei chicchi di caffè. Gli effetti che ne derivano bloccano l’azione dell’adenosina ed il conseguente rilassamento cerebrale.
L’effetto tonico-stimolante del guaranà si riflette nel rilascio di adrenalina e noradrenalina che va ad attivare il metabolismo corporeo e l’ossigenazione sanguinea.

Inoltre, la caffeina presente nel guaranà, andando a bloccare i recettori dell’adenosina, agisce sulla percezione del dolore riducendone la sensazione.

Si può quindi affermare come il guaranà sia un ottimo tonico della categoria degli stimolanti, sia per la sfera fisica sia per quella cerebrale.
A livello fisico, viene stimolato il rilascio di zuccheri utili all’attività muscolare durante le attività sportive e gli sforzi fisici.
A livello cerebrale, recenti studi hanno dimostrato come l’assunzione di guaranà migliori le capacità di apprendimento, concentrazione e memorizzazione
Il consumo di guaranà si traduce quindi in un incremento dell’efficienza e dello stato di energia che influenza in modo positivo il benessere generale.

Un alleato della pelle, del cuore e molto altro ancora

Gli antiossidanti presenti nel guaranà favoriscono il flusso sanguigno e quindi abbassano il rischio di formazione di coaguli di sangue.
Inoltre, recenti studi in provetta stanno provando la correlazione tra il consumo di guaranà e la riduzione dell’ossidazione del colesterolo cattivo, il quale causa la formazione di placche nelle arterie apportando gravi danni alla salute.

Nell’industria cosmetica è sempre più largo l’utilizzo del guaranà in preparazioni quali creme, lozioni e saponi. Infatti, i suoi effetti antiossidanti ed antimicrobici aiutano ridurre i segni del tempo sulla pelle quali il rilassamento delle guance e lo svilupparsi di rughe nel contorno occhi.

L’ulteriore effetto antibatterico del guaranà, dovuto alla combinazione di caffeina e tannini, lo rende un ottimo alleato in caso di Escherichia Coli e di altre varie patologie gastrointestinali.

Perché scegliere un integratore a base di guaranà

L’assunzione di integratori a base di guaranà, derivanti dai semi della pianta, generano molteplici effetti positivi sull’organismo.
Un consumo compreso tra i 50 ed i 75 mg di guaranà è sufficiente per vedere notevoli benefici in termini di energia, sollievo dal dolore, riduzione dell’affaticamento e stimolazione della memoria.

Nel nostro shop potrete trovare l’integratore alimentare Altromercato a base di guaranà del Brasile in compresse.
Senza glutine e di origine totalmente vegana, l’integratore agisce sul sistema nervoso perché si stimolino le funzioni cognitive, l’attenzione e la memoria. L’estratto di guaranà in polvere di Altromercato aiuta nel combattere la fatica e permette di affrontare in maniera ottimale periodi di notevole attività fisica e mentale.

Il guaranà utilizzato per questa preparazione proviene dalle terre indigene del Brasile e dall’ultima banca genetica naturale del guaranà selvatico lavorato e custodito dagli indios Saterè-Mawè.

Si consiglia l’assunzione di due compresse al giorno dopo i pasti, evitando la sera ed il superamento delle dosi consigliate.