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Gustare un buon caffè: tanti modi e consigli per apprezzarlo al meglio

Sebbene sia diventato un gesto quotidiano e quasi automatico, preparare e gustare un buon caffè richiede esperienza e una particolare attenzione per i dettagli, dalla scelta delle materie prime di qualità a come degustarlo al meglio per godere di tutti i suoi aromi e profumi.

Tra tutte le modalità con cui si può preparare il caffè, l’espresso italiano è considerato il modo migliore al mondo e, nel 2019, il Consorzio per la tutela del caffè tradizionale italiano ha stilato un disciplinare, che stabilisce in modo preciso e rigoroso tutte le caratteristiche che devono rispettare i torrefattori ed esercenti per garantire la migliore qualità, dalla tostatura alla tazzina.

Quali caratteristiche deve avere un buon caffè

Per gustare un caffè che sia davvero buono, gustoso e aromatico, la scelta della materia prima gioca un ruolo essenziale.

Dal punto di vista delle miscele, il caffè 100% Arabica è una delle più pregiate al mondo, ma il suo sapore delicato può essere complesso da gestire, anche dalla mano esperta di un barista, mentre altre varietà di caffè con aromi più intensi,  possono risultare più corpose e offrire una cremosità più marcata.

Il secondo elemento fondamentale è la macinatura. Il caffè in grani è sicuramente da preferire rispetto al macinato, perché conserva meglio le proprietà organolettiche del prodotto e, inoltre, macinando i grani tostati sul momento si riduce il rischio di ossidazione e si mantiene inalterato il naturale livello di umidità.

In terzo luogo, e soprattutto quando si utilizza la macchina per il caffè espresso, domestica o professionale, è necessario ricordare che la scelta dell’acqua, la regolazione della temperatura e la pressione influenzano moltissimo la qualità dell’espresso.

A tal proposito, i baristi più esperti consigliano di non sottovalutare mai nessun aspetto, dalla macinatura alla pulizia e manutenzione delle macchine per il caffè espresso, dedicando ogni giorno qualche minuto per mantenerle in piena efficienza.

Una volta che il caffè è stato versato nella tazzina, preferibilmente in ceramica, il suo aroma deve risultare intenso, ma privo di sentori di bruciato o odori sgradevoli e acidi, causati da una bassa qualità della miscela o da un non perfetto funzionamento della moka o della macchina per il caffè.

Un altro aspetto da tenere in considerazione per apprezzare un buon caffè è il sapore in bocca, che non deve risultare troppo aggressivo, ma comunque persistente per prolungare il piacere della bevanda a lungo. Oltre a ciò, è fondamentale che in superficie compaia una leggera crema, che non deve essere mai troppo scura o chiara, il cui scopo è trattenere gli aromi e accarezzare il palato con una dolce e deliziosa sensazione. Infine, il colore del caffè deve essere il più vicino al bruno, ma non troppo scuro né troppo “spesso”.

Come gustare un buon caffè con i 5 sensi

Spesso si beve il caffè di corsa, in piedi o appoggiati al bancone di un bar, ma per apprezzarne a pieno tutte le caratteristiche e proprietà organolettiche bisognerebbe prendersi un momento di pausa e imparare a decifrare tutte le infinite sfumature di gusto, profumo e colore, come si fa ad esempio con il vino o la birra. Il caffè andrebbe infatti degustato senza aggiungere zucchero e con estrema cura per esplorarne tutte le peculiarità e scoprirne tutti i segreti.

Innanzitutto, il caffè va bevuto caldo, a una temperatura nella tazzina che deve aggirarsi intorno agli 80-90° C, perché solo in questo modo si riesce a valutare correttamente la corposità e l’equilibrio che si crea tra gli oli e gli aromi essenziali del caffè.

Anche se può sembrare scontato, gli strumenti che si utilizzano per gustare un buon caffè possono davvero fare la differenza. Gli esperti degustatori utilizzano un cucchiaio in acciaio inossidabile, che non altera i sapori, e con una parte concava molto profonda per accogliere una buona quantità di caffè da annusare e assaporare.

Se è ovvio che quando si degusta un caffè i sensi maggiormente coinvolti sono l’olfatto e il gusto, anche l’occhio vuole la sua parte ed è quindi importante osservare la bevanda nella tazzina per assicurarsi che la crema abbia la giusta consistenza morbida e densa senza bollicine troppo evidenti e distribuite in modo uniforme su tutta la superficie della bevanda.

Prima ancora di assaggiare il caffè, bisognerebbe lasciare che gli aromi si sprigionino e arrivino al naso in tutta la loro fragranza. Dato che la crema trattiene l’aria, impedendo ai sentori di disperdersi, bisogna smuoverla delicatamente, utilizzando un cucchiaino e ripetere questo gesto più volte, affinché si riesca a percepire l’aroma più autentico della miscela utilizzata per preparare il caffè. I profumi che si possono avvertire vanno dal tostato al cioccolato, fino ad arrivare al fruttato e agrumato di alcune miscele.

Dopo aver inspirato il profumo intenso del caffè, per procedere con la degustazione vera e propria, si deve risucchiare una piccola quantità di bevanda da un cucchiaio, anche in modo un po’ rumoroso, ma necessario per far arrivare gli aromi alla parte più profonda del palato e dell’apparato olfattivo. In questo modo si riesce a valutare anche l’astringenza, ovvero la sensazione di rugosità sulla lingua e il palato, che però non deve mai essere eccessiva.

Dopo un primo sorso, per continuare a gustare un buon caffè, il liquido va sorseggiato e distribuito in bocca in modo uniforme, aspettando qualche secondo tra un sorso e l’altro per dare il tempo ai sensi di percepire il retrogusto lasciato dalla miscela sulle papille gustative. L’olfatto e il gusto saranno entrambi coinvolti in un’esperienza completa, rafforzandosi a vicenda in un gioco di profumi e sapori davvero esaltanti.

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